Da trent’anni Zenith cammina accanto alle persone che attraversano momenti di fragilità, costruendo percorsi che mettono al centro autonomia, dignità e possibilità.

In questi anni sono cambiati i bisogni, i servizi, i quartieri e le persone che hanno condiviso un tratto di strada con noi. Quello che è rimasto lo stesso è il modo in cui scegliamo di esserci: ascoltare, costruire relazioni e trasformare la cura in opportunità di crescita.

Il trentesimo anniversario è l’occasione per ripercorrere questa storia e guardare al futuro con la stessa convinzione con cui siamo partiti nel 1996.


Da trent’anni Zenith cammina accanto alle persone che attraversano momenti di fragilità, costruendo percorsi che mettono al centro autonomia, dignità e possibilità.

In questi anni sono cambiati i bisogni, i servizi, i quartieri e le persone che hanno condiviso un tratto di strada con noi. Quello che è rimasto lo stesso è il modo in cui scegliamo di esserci: ascoltare, costruire relazioni e trasformare la cura in opportunità di crescita.

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Bilancio Sociale 2025

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Aree di intervento

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Racconti che restano

A casa di Pepe - L'autonomia un passo alla volta

Quando si parla di autonomia, è facile immaginare il momento in cui una persona va a vivere da sola. Molto più difficile è chiedersi che cosa succede prima. Come si arriva a quel momento? Da dove comincia davvero un percorso di vita autonoma? 

Nel 2018 Zenith ha provato a rispondere a questa domanda con A casa di Pepe, un progetto nato grazie alla call for ideas Mettiamo su casa! e pensato per accompagnare persone con disabilità verso una progressiva autonomia abitativa e lavorativa, coinvolgendo fin dall’inizio anche le loro famiglie […]

Racconti che restano

A casa di Pepe - L'autonomia un passo alla volta

Quando si parla di autonomia, è facile immaginare il momento in cui una persona va a vivere da sola. Molto più difficile è chiedersi che cosa succede prima. Come si arriva a quel momento? Da dove comincia davvero un percorso di vita autonoma? 

Nel 2018 Zenith ha provato a rispondere a questa domanda con A casa di Pepe, un progetto nato grazie alla call for ideas Mettiamo su casa! e pensato per accompagnare persone con disabilità verso una progressiva autonomia abitativa e lavorativa, coinvolgendo fin dall’inizio anche le loro famiglie.

L’idea nasceva da un dato semplice quanto significativo: in Italia la grande maggioranza delle persone con disabilità vive ancora nel proprio nucleo familiare e il tema dell’abitare emerge spesso soltanto quando non è più possibile rimandarlo. […]

Le parole contano

Le parole che usiamo per raccontare la salute mentale costruiscono lo sguardo con cui la società la interpreta. Associare il disagio psichico alla violenza, usare termini come “raptus”, “folle” o “pazzo”, ridurre una persona alla sua diagnosi sono abitudini che alimentano stigma e distanza.

Comunicare in modo rispettoso non significa rinunciare alla cronaca, ma raccontarla con accuratezza, mettendo al centro la persona e non il suo disturbo. Dietro ogni diagnosi ci sono vite, relazioni, diritti e possibilità di cura.

Per questo condividiamo il Vademecum Informare sulla salute mentale, realizzato dall’Ordine dei Giornalisti, Rai per la Sostenibilità ESG e ASL Roma 2: uno strumento utile per chi comunica per professione, ma anche per ciascuno di noi. Le parole possono ferire, ma possono anche restituire dignità.

Le parole contano

Le parole che usiamo per raccontare la salute mentale costruiscono lo sguardo con cui la società la interpreta. Associare il disagio psichico alla violenza, usare termini come “raptus”, “folle” o “pazzo”, ridurre una persona alla sua diagnosi sono abitudini che alimentano stigma e distanza.

Comunicare in modo rispettoso non significa rinunciare alla cronaca, ma raccontarla con accuratezza, mettendo al centro la persona e non il suo disturbo. Dietro ogni diagnosi ci sono vite, relazioni, diritti e possibilità di cura.

Per questo condividiamo il Vademecum Informare sulla salute mentale, realizzato dall’Ordine dei Giornalisti, Rai per la Sostenibilità ESG e ASL Roma 2: uno strumento utile per chi comunica per professione, ma anche per ciascuno di noi. Le parole possono ferire, ma possono anche restituire dignità.

C'era una volta... io

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Tornando a noi

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